#Shottini Quantistici: Cirinnà, libertà di coscienza e coscienza delle proprie libertà

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«Sia chiaro, ho tant* amic* coerenti eh. Per me possono pure sposarsi fra loro, se non danno fastidio ad altr*, ma…beh, non sono d’accordo che votino pure in parlamento: stiamo parlando delle vite dei bambin* e delle loro famiglie, eh!»

Che quando un* è sempre coerente, qualunque cosa capiti, “senza se e senza ma”, come recita un vecchio e stantio adagio, vuol dire che gli spunti, per tutta ‘sta coerenza, gli arrivano sempre e solo dalla stessa fonte.

E quando accade che il primo, minimo, tassello di civiltà richiesto a un paese normale, venga osteggiato in ogni modo, in nome non solo di bigotte assurdità ma anche di una discutibile, inflessibile “coerenza”, si crea un cortocircuito illogico e frustrante.

Il termine coscienza, dal latino conscientia, a sua volta derivato di conscire, cioè essere consapevole, conoscere, indica quel momento della presenza alla mente della realtà sulla quale interviene la “consapevolezza” che le dà senso e significato.

Libertà: Capacità del soggetto di agire (o di non agire) senza costrizioni o impedimenti esterni, e di autodeterminarsi.

Manca una coscienza della realtà e una consapevolezza di cosa sia un’opinione. Ché ci sono libertà che non hanno niente a che vedere con queste coscienze.

E tu lo sai che ci sarebbe da andare oltre una legge timida, oltre i diritti basilari, oltre la civiltà. Ci sarebbe da sovvertirla, questa modalità binaria, ci vorrebbero esplosioni e festose rivoluzioni.

Eppure, oggi, sarebbe bastato molto meno: sarebbe bastato l’indispensabile, per non incazzarti.

 

 

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2 thoughts on “#Shottini Quantistici: Cirinnà, libertà di coscienza e coscienza delle proprie libertà

  1. Salvatore 03/03/2016 / 4:15 PM

    A me hanno insegnato che le cose o si fanno bene o e meglio non farle affatto. E infatti non sono per le vie di mezzo. Non ho seguito l’argomento con passione, sia perché tanto sapevo come andava a finire già prima che iniziasse (e una storia di cui consoci già il finale prima ancora di aver iniziato a leggere non è proprio il massimo dell’attrattiva), sia perché sto sempre tappato in camera (si fa per dire “camera”) a scrivere, ripassare la grammatica, leggere… Insomma hanno fatto brutta figura, ma questo era scontato, e hanno redatto una legge che era meglio tenerla nel cassetto (al posto di tanti buoni manoscritti che invece ci finiscono). Poi, gli emendamenti… Io non ne sono coinvolto, per carità. Ho puntato tutto sull’estinzione di massa e non credo che metterò mai al mondo dei figli; men che meno sposarmi. Però… però una legge così è solo ridicola: meglio non averla fatta, meglio non averne nemmeno parlato. Potevano fingere che il problema non sussistesse, come fanno sempre.

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    • primagnan 04/03/2016 / 10:32 AM

      È stato estenuante e ridicolo. Ed ora sento molta amarezza “risultato ottenuto”.
      Molt* dicono che almeno è un inizio, un primo passo, anche se è poco. Altr* sono troppo incazzat* per vedere il bicchiere mezzo pieno. Altr* ancora temono che questa legge metterà in ombra situazioni esistenti ma meno convenzionali, forme “alternative” di famiglia e genitorialità…
      Non so bene dove collocarmi, di certo penso che sia necessario continuare a lottare, anche quando sembra che non si possa arrivare da nessuna parte.

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