Forever Young (Adult)

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Troppo giovane per le borse di studio per la ricerca indipendente, troppo vecchi* per quelle di studio-dipendente-dalle-date-d’esame. Tutto è sempre un nuovo inizio, ma all’ennesima volta che un’impiegat* statale ti tratta come un* 18enne al primo impiego il sorriso di circostanza si trasforma in una semiparesi che nasconde la voglia di rispondere davvero con la gestualità di un* 18enne.

Abbandonat* all’invio solitario di CV, cover letters, applications, portfoli, questionari, domande di ammissione, in cui racconti di avere una spiccata attitudine per lavoro in team, sviluppata probabilmente durante i pomeriggi passati a creare cori greci che infestassero i tuoi drammi (salvo poi sentirti dire che no, non c’è budget, niente coro, riduci e fai un monologo) resisti, abituat* all’idea che lo Stato per te non ci sia mai stato, che il welfare sia solo un inglesismo senza corrispettivo in italia(no), al fatto più o meno scontato che fino ai 35 sei una promessa, poiché prometti solennemente, davanti a IO, di lavorare sottopagat*, senza contributi, in salute e in malattia, finché vecchiaia non ti separi da* nuov* giovan*, scagliandoti dall’altra parte, quella delle promesse disattese.

Postmodern* a sufficienza per snobbare radici, tradizioni e presepi, ricerchi
un’identità (due identità, tre identità, quattro identità si dondolavano sopra il filo di una ragnatela, e trovando la cosa interessante…) in continua mutazione. Ascolti cantaut*i italian* indie rock che parlano di te (ma guadagnano sei volte tanto), della tua disillusione e del romanticismo al tempo della doppia spunta blu (come la metti con la faccenda del “non riconoscersi nell’opera d’arte?” Non si sa. Sei postmodern*, ed è la scusa per qualunque non-scelta).

Onicofagia e paura dell’ignoto come ingredienti essenziali della ricetta per il tuo personal branding: fai fatica a essere te stess* per svariate ore al giorno, tiri avanti grazie al giubilo dato dai 5 minuti di certezze quotidiani: l’identità autoriale è un’illusione, l’identità autoriale è una menzogna.

Non dormire, pensa, scrivi, sveglia, ancora 10 minuti, colazione sull’autobus, tè, scrivi, tè, pensa, tè, non perdere tempo, mangia, leggi, capitalizza, scrivi, pensa, chiedi, scrivi, fatti venire un’idea, fretta, pensa, fretta, frutta, tè, ama, non dormire, fatti venire un’idea per realizzare l’idea di prima, non sbuffare, mangia, sogna, gatte, glutei, shake, blog, twitter, bevi, bòia. Shh.

Young-Adult-Charlize-Theron

Immagini sia così che si diventi adult*: fare un lavoro che da bambin* non avresti potuto riassumere in una sola parola e fare finta di sapere come ci si comporta quando le cose brutte accadono anche a te, di colpo.
Facendoti sentire sol*, come un ananas in mezzo alla neve.

(Mentre ignori che anche tutt* gl* altr* hanno ben poche palme sulle quali abitare).

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