Tamagotchi. Secondo dialogo sulla dipendenza

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Due figure umane, A e B, sulla cima dell’Everest.

A-Insomma, mi ami?

B-Ti vedo più come un coabitante del mio disagio

A-Avessi due euro per ogni volta che mi rispondi in modo evasivo a quest’ora potrei comprare l’Everest

B-Due euro

A-Sì, due euro…

B-Perché dici due euro? Di solito si dice un centesimo, o al massimo, un euro…

A-Mi piacciono i numeri pari. Sono come la simmetria: mi rassicurano.

B-A me la simmetria ha sempre dato un senso d’angoscia

A-E’ per questo che non possiamo essere solo in due?

B-Non è una regola, ma l’amore simmetrico mi da le vertigini

A-E allora, cos’è che vorresti?

B-Hai presente quando sei con qualcuno con cui puoi parlare dello stato del porno mainstream nell’era contemporanea, mentre sorseggi una Caipiriña in un club privée la sera del tuo compleanno?

A-… decisamente no.

B-Neppure io, ma credevo fosse il sogno di tutti. In quel caso sì che potrei pensarci.

A-A cosa?

B-Al numero due. Alla simmetria.

A-Non ho un’opinione in merito al porno mainstream. A me m’attizza il soft erotico vietato ai minori di 14… Sono mainstream. Non c’è speranza per noi?

B-No, ma non disperiamo. In fondo, anche in Padania ci si innamora…