#Shottini Quantistici: Cirinnà, libertà di coscienza e coscienza delle proprie libertà

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«Sia chiaro, ho tant* amic* coerenti eh. Per me possono pure sposarsi fra loro, se non danno fastidio ad altr*, ma…beh, non sono d’accordo che votino pure in parlamento: stiamo parlando delle vite dei bambin* e delle loro famiglie, eh!»

Che quando un* è sempre coerente, qualunque cosa capiti, “senza se e senza ma”, come recita un vecchio e stantio adagio, vuol dire che gli spunti, per tutta ‘sta coerenza, gli arrivano sempre e solo dalla stessa fonte.

E quando accade che il primo, minimo, tassello di civiltà richiesto a un paese normale, venga osteggiato in ogni modo, in nome non solo di bigotte assurdità ma anche di una discutibile, inflessibile “coerenza”, si crea un cortocircuito illogico e frustrante.

Il termine coscienza, dal latino conscientia, a sua volta derivato di conscire, cioè essere consapevole, conoscere, indica quel momento della presenza alla mente della realtà sulla quale interviene la “consapevolezza” che le dà senso e significato.

Libertà: Capacità del soggetto di agire (o di non agire) senza costrizioni o impedimenti esterni, e di autodeterminarsi.

Manca una coscienza della realtà e una consapevolezza di cosa sia un’opinione. Ché ci sono libertà che non hanno niente a che vedere con queste coscienze.

E tu lo sai che ci sarebbe da andare oltre una legge timida, oltre i diritti basilari, oltre la civiltà. Ci sarebbe da sovvertirla, questa modalità binaria, ci vorrebbero esplosioni e festose rivoluzioni.

Eppure, oggi, sarebbe bastato molto meno: sarebbe bastato l’indispensabile, per non incazzarti.

 

 

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